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L’iconografia del “Salvatore non dipinto da mano umana” o acheropita

 

di  Roberta Strinchibiddazzi

Vi sono principalmente due narrazioni apocrife alla base di tutte le rappresentazioni del “Salvatore non dipinto da mano umana”.Nell’antica Russia ebbe diffusione il racconto della guarigione miracolosa del  re di Odessa Abgar. Questi, colpito dalla peste, decise di inviare il proprio servo Anania da Gesù, per chiedergli di guarirlo, e per far fare un ritratto al Cristo. Nonostante tutti i tentativi del servo, però, l’effige non riuscì. Gesù allora si bagnò il volto e si asciugò su un telo su cui rimasero impresse le sue sembianze. Questo racconto si incontra per la prima volta nei testi di Eusebio, storico della Chiesa del IV secolo, ma anche in altri testi, ad esempio Efrem di Siro. Costantino Porfirogenito tratta questo episodio  nel modo più circonstanziato.Papa Gelasio bollò con un decreto tutti i racconti del “Volto non dipinto da mano umana” come apocrifi, quindi esclusi dai testi canonici della Chiesa, ma questo non interferì minimamente con la tradizione russa e ortodossa.Nelle icone russe e bizantine quindi il Cristo veniva raffigurato senza corona di spine, lacrime e sangue, dato che la guarigione di Agbar avvenne prima della passione di Gesù. Questa tipologia di immagini, nella tradizione popolare, conserva un grande potere taumaturgico.Nell’arte occidentale le raffigurazioni invece sono note come “Velo della Veronica”.

Sono immagini che derivano da altra tradizione, che ricorda quando il Cristo, mentre portava la croce verso il Calvario, fu avvicinato da una donna, Veronica: ella gli terse il sudore col velo che le copriva il capo, e su questo rimase l’impronta del viso coronato di spine.Dal XVIII secolo anche in Russia, sotto l’influsso dell’arte occidentale, appaiono immagini di Cristo con la corona di spine, anche se il numero è decisamente ridotto.

Bassorilievo, San Vivaldo

 

 

 

 

 

 

 

 

Salvatore Acheropita Russia centrale (Vladimir?) inizio del XIX secolo

 

 

 

 

 

 

Scuola fiamminga, XV sec

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2 Responses to "L’iconografia del “Salvatore non dipinto da mano umana” o acheropita"

  1. assuan says:

    Roberta Strinchibiddazzi aggiunge anche che rimane impressionante la somiglianza col volto che appare nella Sindone.. Come non concordare, e ricordare anche il Volto Santo di Manoppello?

  2. robina says:

    sarebbe molto interessante anche un’analisi che, partendo dall’iconologia ortodossa e cattolica, mostri lo spostamento teologico che c’è fra le due confessioni. anche da queste 2 tipologie di icone infatti si vede che l’attenzione ortodossa è catalizzata sull’aspetto salvifico della figura del Cristo, mentre il cattolicesimo ha preferito l’aspetto penitenziale. discorso un po’ lungo e denso, ma se qualcuno è interessato…

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