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I Vampiri

 

La notizia è di quelle che fanno discutere: nel cimitero del Lazzaretto nuovo di Venezia, durante uno scavo archeologico per indagare sulle epidemie di peste che colpirono Venezia tra il 500 e il 600, è stato trovato lo scheletro di una vampira. O almeno di quella che all’epoca era ritenuta una vampira.
Matteo Borrini, l’archeologo dell’università di Firenze che ha fatto la scoperta ovviamente non crede ai vampiri e, a ben guardare, non aveva canini particolarmente lunghi. Allora perché dice che è una vampira? A causa del modo con il quale è stata eliminata. Dalla foto si vede, infatti, che ha un mattone in bocca che le ha spaccato denti e mascella. Uno scempio, secondo le analisi fatte da Borrrini utilizzando le metodologie rese famose da telefilm come CSI, Borrini è anche antropologo forense, praticato dopo la morte della donna. Un atto che serviva a uccidere un particolare tipo di vampiro: il nachzehrer ovvero il masticatore di sudari. Secondo le credenze popolari questi vampiri non si nutrivano di sangue ma “vivevano” nelle loro tombe masticando i loro sudari e sviluppandosi un poco alla volta fino a poter uscire dalla tomba come veri vampiri. E proprio il loro masticare il sudario era, secondo la tradizione all’origine delle epidemie di peste che, per esempio a Venezia fecero 50.000 morti su 150.000 abitanti. Per eliminarli accorreva imperdir loro di masticare e quindi una volta scoperti veniva loro riempita la bocca di terra o con un mattone. Ma come si capiva che in quella tomba c’era un nachzehrer? Innanzitutto la masticazione, produceva un rumore simile al grugnire che poteva essere sentito all’esterno del sepolcro e, in un secondo tempo, aprendo la bara ci si trovava davanti a corpi gonfi con il ventre colmo di sangue fresco e non decomposto o rigidi come i classici cadaveri. Tutto questo faceva immediatamente pensare al non morto delle tradizioni slave e quindi scattava l’esorcismo antivampiro.
Questo ritrovamento è il primo che ci pone difronte alle prove che la credenza dei vampiri e dei metodi per eliminarli era assai diffusa e soprattutto, che tale credenza, era dettata dalla “non conoscenza” dei processi di decomposizione dei cadaveri. Possiamo infatti immaginare lo spavento dei becchini che aprendo una tomba per seppellire il gran numero di morti causati dalla peste vedevano corpi gonfi e che, magari a causa di contrazioni post mortem si agitavano o emettevano rumori spettrali. Creature simili, nella mente di chi non conosceva nemmeno le ragioni di un’epidemia come quella della peste non potevano che essere demoni o vampiri.

Il vampirismo energetico:

I Vampiri energetici non hanno nulla di magico, bensì molto di paranormale. Non so dire se essi nascano con questo “dono”, conferendo al fenomeno un’origine ereditaria, oppure lo acquisiscano in seguito ad eventi traumatici di tipo psicologico, ma certamente sono moltissimi e la loro percentuale sembra aumentare con uno status di decadenza o di disagio sociale.

Certamente molti di voi avranno sentito parlare di “Aura“, una sorta di alone energetico che avvolge il nostro corpo: una teoria ai limiti della dimostrazione scientifica, quindi non del tutto fantasiosa.

Secondo questa ipotesi, ognuno di noi genera un campo energetico la cui forma avvolge completamente il corpo fisico, come fosse una siluette di noi stessi.

In determinate condizioni, oppure attraverso mezzi tecnici come la “Camera Kirlian” sarebbe possibile individuare questa essenza determinandone la tonalità di colore, indispensabile per stabilire lo stato psicofisico del soggetto.

La teoria del Vampirismo Energetico deve avvalersi dell’accettazione del concetto di Aura, così come la stessa “Fisiognomica” troverebbe inaspettate risposte.

Supponendo quindi che ogni persona viva la propria esistenza quotidiana con questo “mantello” ben aderente e, soprattutto, connesso metafisicamente con il nostro corpo, cosa accadrebbe nel momento che due individui fossero talmente vicini (fino a 50cm) da toccare le reciproche auree?

Alcuni studiosi sostengono che è questo il preciso momento in cui avviene la “conoscenza” dell’altro: le due energie si fondono e si studiano a vicenda (vediamolo più come una reazione chimica spontanea piuttosto che intellettiva), determinando il grado di affinità (e qui torniamo alla Fisiognomica…).

Forse cominciamo a darci delle risposte circa soggetti che ci risultano antipatici “a pelle”, oppure con cui condividere un inatteso “colpo di fulmine”…?

La stessa tradizione popolare -guarda caso- parla di “anime gemelle” e non “corpi gemelli”…

Appare quindi piuttosto evidente che, proseguendo nel nostro gioco di accettare una “teoria madre”, molti avvenimenti potrebbero trovare una spiegazione quasi razionale.

La conoscenza, l’affinità o la repulsione tra esseri umani potrebbe perciò essere determinata non solamente sul piano fisico ma anche da quello astrale o etereo, fattore che il nostro cervello tradurrebbe sotto una forma più comprensibile di “intuizione” o “istinto”. Chi non ha mai sostenuto o pensato frasi come “l’avevo detto io che quello/a non mi piaceva“,  “qualcosa mi diceva di stare attento/a“, oppure, “mi sei piaciuta/o sin dal primo momento“…

Ma tutto questo cosa ha a che vedere con i vampiri…

Proviamo a restare su un piano di reazioni chimiche e fisiche senza sconfinare nell’ambito spirituale.

Infatti vorrei continuassimo a parlare di energie piuttosto che di “anima” o “entità spirituali”.

Poniamo che esistano individui che abbiano sviluppato una capacità inconscia di “cibarsi” di questa forma energetica; persone la cui aura abbia acquisito una propria consapevolezza “magnetico-predatrice” che tenda ad attirare a sé stessa il positivo o il negativo dell’altrui proiezione anche a distanze maggiori dai suddetti 50 cm e quindi senza necessariamente sostenere un contatto.

Caso “a”

Assistiamo ad una conferenza o una lezione e, nonostante questa tratti un argomento di nostro grande interesse, ci sentiamo spossati a tal punto da manifestarsi il sonno.

Guardiamoci attorno: quasi tutti gli intervenuti hanno gli stessi sintomi, tranne uno: il relatore di turno. Egli sembra anzi rinvigorire ad ogni sbadiglio degli astanti e, se non intervenisse qualcuno (mostrandogli con discrezione l’orologio…), proseguirebbe all’infinito.

Caso “b”

Ogni volta che incontriamo l’amico/a “X”, ci prende un senso di ansia e debolezza emotiva. Tutti ci conoscono come persone vivaci e comunicative ma, con quella presenza tendiamo ad ammutolirci ed a perdere sicurezza, quasi fossimo a disagio. Spesso queste sensazioni restano per ore se non per giorni. Ma “X” sta benissimo ed, anzi, preme affinché possa presto rivederci!

Caso “c”

Fenomeno inverso. E’ un periodo cupo, dove pensieri, preoccupazioni e tensioni ci sfiancano. Eppure, incontrando “Y” riusciamo ad estraniarci, vivendo momenti di spettacolare ripresa; torniamo a ridere, ci sentiamo bene con gli altri e con noi stessi. Insomma, una sensazione di ricarica…

Nei casi descritti, il relatore e l’amico/a “X” potrebbero essere i nostri possibili “Vampiri Energetici”, mentre “Y” un possibile dispensatore (coloro che hanno energia in eccesso ed emettono l’esubero a favore degli altri; di solito sono o saranno dei leader).

Attenzione però: se notiamo che “Y” si “ammoscia” col progredire della nostra ricarica, potremmo essere noi stessi i vampiri!

Ecco cos’è il Vampiro Energetico: un soggetto in grado di attaccare la nostra sfera energetica a proprio favore. E se come si sostiene, l’aura è comunque connessa al corpo fisico, percepiamo tale furto sia sul piano emotivo che su quello fisico.

Depressione e malattie, potrebbero nascere da questo fenomeno che la tradizione popolare ha da sempre classificato come “jettatura“, fattura, malocchio, ecc.

I riti di maledizione praticati da certe maghe di oggi come di ieri, potrebbero essere un modo premeditato di controllare e manipolare questa privazione di energie vitali, danneggiando la vittima. Oppure di usarle al contrario per le pratiche di magia rossa.

L’iconografia vede da sempre il Vampiro attaccare la propria preda al collo, cosa che si spiega con la presenza della vena giugulare.

Ma se continuiamo a vedere il tutto sotto il profilo metaforico, potremmo osservare che nel collo è situato il “quinto chakra” o “Visuddha” che in Sanscrito significa “purificazione”.

Il quinto chakra è il punto energetico della comunicazione verbale ma anche metafisica; il collegamento dell’essere fisico con quello spirituale (energetico). E’ attraverso questa connessione che entriamo in simbiosi con “l’Uno” universale; è per mezzo di questa che la nostra libertà ed autonomia di pensiero si traduce in concetti comprensibili agli altri.

Il Visuddha è il centro dell’espressione artistica ed intellettuale ed il collegamento tra cervello e corpo. Il Visuddha è l’elemento che ci rende differenti l’uno dall’altro; ci caratterizza per ciò che siamo.

Interrompere questa connessione, ci trasformerebbe in automi senza cervello: in zombie.

Proprio come la tradizione descrive i “discepoli” di Dracula.

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