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                                                                                    ultimo aggiornamento 10 aprile 2010
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Sindone e misteri


 

La Sacra Sindone  
 

 

 

Chiamparino: "L'Ostensione
stimola a riflettere"
 
Cota: «Forte impatto emotivo»
A parlare del Sacro Lino anche
Saitta, Marchionne e Poletto
 
Torino

«L’ostensione è uno stimolo potente alla riflessione, non solo quella di tipo morale, ma anche sociale, culturale e politica». Lo ha detto il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, al termine della visita delle autorità alla Sindone, esposta da oggi nel Duomo di Torino. «Il tema stesso dell’ostensione,«passio Christi, passio hominis» è molto illuminante - ha sostenuto Chiamparino - c’è una sofferenza dell’uomo di fronte alle sfide del nuovo millennio rispetto a cui tutti siamo obbligati a riflettere e a trovare delle soluzioni»

E il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta«La Sindone ci pone di fronte ad un grande mistero che supera le differenze culturali e religiose». «L’evento - ha detto - vede intrecciarsi storia, fede e devozione popolare in un viaggio spirituale che ci pone a confronto con un grande mistero: quello della morte e resurrezione di Cristo». «La città e l’intero territorio - ha concluso - si sono preparati molto seriamente all’evento, in un clima di grande rispetto verso i pellegrini, che va al di là delle differenze culturali e religiose. Se tutti gli aspetti logistici e l’accoglienza dei pellegrini funzioneranno a dovere (come tutto fa presumere) dovremo esserne grati al Comitato Organizzatore (al quale, come sempre, la Provincia, ha dato il suo contributo in termini di risorse finanziarie ed umane), ma soprattutto ai 4.000 volontari dell’Ostensione, veri ambasciatori del nostro territorio, delle sue tradizioni e della sua ricchezza spirituale e civile».

Trovarsi di fronte alla Sindone «fa riflettere sui problemi che ci sono e sulle tante questioni da affrontare». A dirlo è il neo governatore del Piemonte Roberto Cota, che ha ricordato di aver già visto la Sindone nel ’78: «quando avevo dieci anni ed era stato un forte impatto emotivo. Io sono cattolico quindi lo vivo interiormente». Il presidente del Piemonte ha anche fatto cenno all’invito rivolto dal cardinale Severino Poletto durante la visita alle istituzioni locali di lavorare per il bene comune e di stemperare i contrasti. «L’arcivescovo -ha spiegato Cota- ci ha detto che regione, provincia e comune devono collaborare, noi siamo d’accordo e l’abbiamo promesso».

Alle 9.20 è arrivato anche Sergio Marchionne, in pullover blu scuro e pantaloni di velluto. «Non l’ho mai vista la Sindone, non posso sapere che emozione si prova a vederla», ha risposto a un cronista l’amministratore delegato della Fiat mentre entrava. Poi, accolto dal sindaco, ha iniziato il percorso di visita riservato ai vip.Il manager del Lingotto si è fermato per cinque minuti davanti alla reliquia, esposta nel Duomo di Torino,in silenzio. All'uscita ha commentato così la visita: «Una esperienza personale e significativa». 

Sull’autenticità del Sacro lenzuolo, il cardinale Poletto ha ribadito che «non spetta a me pronunciarmi». «Sì, bisognerebbe rifare gli esami togliendo tutte le contaminazioni che la Sindone ha avuto ma non spetta a me decidere perchè il Sacro lenzuolo è del Santo Padre». Così l’arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, ha risposto alla domanda di un cronista che gli ha chiesto un parere sull’opportunità di ripetere le analisi scientifiche sulla reliquia. «Molti scienziati - ha spiegato Poletto - criticano non tanto i valori della Sindone ma il metodo usato per analizzarla. La Sindone non è come un comune reperto archeologico, è stata usata, manomessa, presa da tremila mani». ««Qualcuno più importante di me - ha detto il cardinale - ha parlato di questo tema nel ’98 (Papa Giovanni Paolo II, ndr) che aveva detto «non spetta a me dire se autentica oppure no, altro è dire invece, come aveva detto lui, che è lo specchio del Vangelo. Ne è lo specchio con precisione matematica: la piega sulla spalla, il volto tumefatto, i flagelli, i chiodi nelle mani e nei piedi sono tutti elementi che raccontano». «Il Papa disse che la Sindone è una sfida per l’intelligenza - ha proseguito Poletto - perchè costringe l’uomo a mettersi in rapporto con la sofferenza».

Fonte: La Stampa


LA SACRA SINDONE TORNA IN PUBBLICO (IN TV) DOPO 10 ANNI A TORINO

Il 10 aprile, a 10 anni dall’ultima ostensione del Giubileo, il Sacro Telo della Sindone tornerà ad essere esposto nel Duomo di Torino. La Rai seguirà l’evento con servizi, approfondimenti e speciali di Tg e Gr, e nei programmi di Rete - 08/04/2010 - La Sacra Sindone, dopo 10 anni dall’Ostensione del Giubileo, sarà nuovamente esposta nel Duomo di Torino dal 10 aprile
al 23 maggio.
Per la prima volta sarà possibile vedere direttamente il Telo dopo l’intervento di conservazione del 2002, attraverso cui sono stati asportati i lembi di tessuto bruciato a Chambéry nel 1532, (le toppe apposte allora dalle suore Clarisse) e sostituito il telo d’Olanda che fungeva da supporto. All’ evento, la Rai dedicherà numerosi appuntamenti. Ampio spazio sarà riservato nelle edizioni di Tg e Gr e nelle trasmissioni di approfondimento e d’intrattenimento delle Reti. Inoltre, un cartone animato in onda nei week end di Raitre, alle 8.55, e il venerdì alle 15.20, racconta ai più piccoli il mistero della Sindone.

RAIUNO

L’evento che richiamerà a Torino alcuni milioni di fedeli, sarà preceduto da uno speciale di Porta a Porta in onda giovedì 8 aprile, alle 23.20. Bruno Vespa seguirà tutte le fasi dell’apertura della teca dove e’ conservata la Sindone ed esaminerà con Mons. Ghiberti, presidente della Commissione per la Sindone della Diocesi di Torino, ed altri esperti, il telo di lino sul quale e` impressa un’immagine del Cristo e che secondo gli scienziati avrebbe avvolto il corpo di un uomo sottoposto a torture e poi crocifisso. Il reportage dal Duomo di Torino sarà corredato da numerosi servizi che illustreranno la storia misteriosa della Sindone, nei suoi viaggi da Gerusalemme a Istanbul, a Chambery, per poi approdare a Torino.

Sabato 10 aprile, giorno di apertura dell’ Ostensione, “A Sua Immagine” seguirà con una diretta la prima visita dei fedeli nel pomeriggio dalle 17.00 alle 18.45.

Domenica 11 aprile, sempre “A Sua Immagine” proseguirà la diretta dal Duomo di Torino con la Messa celebrata dal Card. Poletto, nella chiesa di Sant’Uberto nel castello di Venaria Reale, dalle 10.30.

Infine il 2 maggio il Tg1 seguirà, dalle 9.45, la visita di Benedetto XVI a Torino che prevede una Solenne Concelebrazione Eucaristica, un omaggio alla Sindone e l’ incontro con i giovani.

L’ approfondimento di “Tv7”, rotocalco del Tg1, di venerdì 9 aprile, alle 23.20, si muove su due binari: il percorso dei Cavalieri della Sindone partiti a cavallo da Chambery nel 1578, con l’arrivo in Italia sotto la Sacra di San Michele a Susa, e un’ intervista all'Arcivescovo di Torino Card. Severino Poletto che si dice certo dell'autenticità della Sindone, con l’intervento di uno studioso del Sacro lino per la parte storica. Infine immagini dell'ultima Ostensione della Sindone.

RAIDUE

I fatti vostri di giovedì 8 aprile, alle 11.00, ospiterà in studio i vigili del fuoco che salvarono dalle fiamme il Sacro Telo per l’incendio del 1997.

"Sulla Via di Damasco" dedicherà la puntata i sabato 1 maggio, alle 10.15, all'Ostensione della Sacra Sindone
L’Ostensione della Sindone sarà un grande evento religioso, ma anche mediatico. E se l’attenzione di tv e giornali si concentrerà soprattutto in occasione della cerimonia di apertura dell’Ostensione, Voyager dedicherà alla Sindone uno speciale approfondimento, che sarà trasmesso nella seconda metà di maggio, in concomitanza con la chiusura dell'Ostensione, per tenere vivo l’interesse su questo tema. La Sindone di Torino, infatti, non è solo la più importante reliquia della Cristianità, ma anche il reperto archeologico più studiato al mondo.
Roberto Giacobbo ripercorrerà le principali ricerche storiche e scientifiche degli ultimi decenni, per poi soffermarsi sugli studi più recenti, alcuni dei quali hanno suscitato un acceso dibattito, come quelli riguardanti le presunte scritte presenti sul telo o la riproducibilità dell’immagine sindonica. E per la prima volta le telecamere di Voyager mostreranno al grande pubblico un interessante esperimento svolto nei laboratori dell’Enea, dove sono state utilizzate tecnologie all'avanguardia per aggiungere un ulteriore tassello allo studio della Sindone.
Ma nonostante le numerose ricerche, la Sindone continua a rappresentare un enigma: come si sia formata l'immagine sul telo di lino, infatti, resta ancora un mistero che la scienza non sa spiegare.

RAITRE

“Mistery after Mistery”, una serie in animazione digitale, in 26 episodi, racconta ai ragazzi dal 27 marzo (il sabato e la domenica mattina alle 8.55 circa, e a partire dal 2 aprile anche il venerdì pomeriggio alle 15.20, fino al 23 maggio) i tanti misteri legati al famoso, affascinante e controverso telo conservato a Torino dalla metà del XVI° secolo: 26 pillole da 2 minuti ciascuna, con un linguaggio leggero, diretto e accessibile a tutti, ma allo stesso tempo con scrupoloso rigore storico-scientifico per ricostruire la storia del sacro telo assieme ai personaggi della serie. Il centro di ogni puntata è di volta in volta, un evento, un mistero, un interrogativo legato alla Sindone, raccontato con una libertà narrativa che consente continui salti spazio-temporali. Il progetto Mystery after Mystery ha avuto il Patrocinio del Comitato per l’Ostensione 2010 e la supervisione di monsignor Giuseppe Ghiberti (presidente della Commissione per la Sindone della Diocesi di Torino) e del professor Bruno Barberis (direttore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino) che ha curato le revisione di tutti i dati scientifici e storici contenuti nei testi dei vari episodi.

Geo&geo realizzerà un documentario (regia di Olivella Foresta) che cercherà di approfondire le tematiche connesse alla storia della Sacra Sindone e alle ragioni che spingono i fedeli a compiere pellegrinaggi presso i luoghi sacri.

Anche “Chi l’ha visto?” dedicherà una puntata al mistero della Sindone.

Per i programmi di storia è previsto uno speciale sulla Sindone, di cui sarà autore il prof. Alberto Melloni, professore di storia contemporanea all’ Università di Modena e Reggio Emilia, membro dell'Accademia dei Lincei, consulente de la “Grande Storia" di Raitre.

RAI TECHE : LA TV RACCONTA LA SINDONE

Per tutta la durata dell’Ostensione, la Rai propone una rassegna di programmi televisivi dedicati al Sacro Lino,tratti dalle Teche, dal 1959 a oggi. Dal 10 aprile al 23 maggio tutti i giorni presso il Museo della Radio e della Televisione in via Verdi 16 a Torino con ingresso libero

Oltre tre ore di immagini per raccontare il mistero di quell’unica immagine, la Sindone: dal primo Speciale “L’uomo della Sindone e’ il Cristo?” realizzato dalla Rai nel 1959 con l’intervento di uno di massimi esperti, il professor Giovanni Judica Cordiglia, agli approfondimenti di “Mixer” del 1998. Fino alle recenti produzioni con il documentario dedicato alle ricerche scientifiche sul Sacro Lino, il film “L’uomo dei dolori”, la serie a cartoni animati “Mistery after Mistery”, già trasmessa da Raiuno e attualmente in onda su Raitre. E’ il palinsesto della rassegna “La Tv racconta la Sindone” che il Centro di Produzione Tv di Torino e la Direzione Teche Rai dedicano – dal 10 aprile al 23 maggio, presso il Museo della Radio e della Televisione in via Verdi 16 - all’Ostensione della Sindone. Tutti i giorni, dalle 10 alle 20 con ingresso libero, sarà così possibile rivedere, a rotazione, alcuni dei programmi più significativi dedicati al Sacro Telo e al suo mistero: un racconto per immagini che – tra passato e presente - ne ripercorre la storia, le tappe del viaggio in sedici secoli da Gerusalemme a Torino, la devozione, gli interrogativi e le risposte della scienza, i dettagli “nascosti” di quell’immagine unica al mondo. I materiali sono stati appositamente selezionati grazie al catalogo multimediale delle Teche Rai, consultabile a Torino presso la Bibliomediateca aperta anche al pubblico esterno.
Ad accogliere pubblico e pellegrini nell’atrio del Museo, inoltre, un altro prezioso documento Rai da vedere e ascoltare: le immagini del concerto straordinario di solidarietà con la citta’ di Torino per la ricostruzione, dopo lì incendio, della Cappella della Sindone nel 1997, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai diretta da Lorin Maazel che esegue l’Eroica di Beethoven.
Sempre nel periodo dell’Ostensione, inoltre, il foyer dell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino ospita la mostra fotografica – patrocinata dal Comitato per l’Ostensione della Sindone – “I luoghi dello spirito”: oltre 70 fotografie dei luoghi sacri del Piemonte dall’abbazia di Novalesa alla Certosa di Pesio, dalla Sacra di San Michele al Santuario di Oropa.

Oltre quattromila volontari
«Penso – riprende Barberis – che non debbano essere effettuati nuovi test fino a che non verranno create nuove tecnologie, tali da permettere di ottenere un risultato condiviso. In realtà il più grande mistero che si cela dietro la Sindone è l’immagine stessa, che molti studiosi scettici (tra cui quelli del Cicap, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, ndr) hanno cercato di ricreare artificialmente, riuscendoci ma con tecniche assolutamente impensabili anche solo nel secolo scorso. Nessuno comunque può negare il grande respiro spirituale che ogni fedele prova nel guardarla. Ma non solo: è capitato che membri dello Sturp fossero arrivati in Duomo con i loro strumenti e una buona dose di scetticismo e abbiano cambiato idea. Questa è la forza della Sindone» spiega lo scienziato. La Sindone sarà inserita in un percorso che consentirà al fedele di raccogliersi in preghiera e anche di approfondire la storia della reliquia. Ad accogliere i pellegrini saranno i volontari: ben 4 mila hanno dato la loro disponibilità. I pellegrini avranno un unico percorso da compiere, che prevede il passaggio attraverso i Giardini Reali Bassi e la Manica Nuova di Palazzo Reale, per poi costeggiare i Bastioni e proseguire dritti fino alla piazza del Campanile del Duomo. Dopo una sosta nel padiglione della prelettura, si inizierà un percorso con immagini e spiegazioni che preparano alla visione del Telo, infine l’ingresso in Cattedrale. L’interno del Duomo è stato modificato per ospitare la Sindone, le finestre sono state quasi completamente oscurate per proteggere il reperto dalla luce. Uscendo dal Duomo sul lato di Palazzo Chiablese i fedeli potranno dirigersi verso la cappella della Penitenzieria dove sarà possibile fermarsi in preghiera per l’adorazione eucaristica e confessarsi.
Parte integrante della visita è senza dubbio il Museo della Sindone (in via san Domenico 28, a pochi minuti dal Duomo), fondato nel  1936 dalla Confraternita del SS. Sudario di Torino, e allestito nella cripta settecentesca della chiesa del Santo Sudario.

«Sono sempre tutti assetati di informazioni scientifiche, perciò faremo delle aperture straordinarie per accogliere quanti più visitatori», spiega il direttore Gian Maria Zaccone. «Abbiamo appena portato il quadro di Giovan Battista della Rovere che rappresenta una miniatura della Sindone, copia di quello contenuto alla Galleria Sabauda di Torino, unica differenza la firma, che ne testimonia il pregio. Inoltre novità del museo è un pannello che riproietta la Sindone in 3d. Un lavoro complesso curato da Max Judica Cordiglia, figlio di quel Giovan Battista Cordiglia, celebre per la perizia fotografica in scala, a colori, all’ultravioletto e a infrarosso della Sindone, che si occupò anche della genesi misteriosa dell’impronta, dovuta secondo lui a un fenomeno istantaneo elettrico che avrebbe strinato la tela in superficie». Tutto il percorso, prosegue il direttore, «vuole aiutare il pellegrino, ma anche il semplice curioso, a capire il significato della reliquia». Anche se «niente è paragonabile all’espressione di stupore che hanno tutti quando vedono l’impronta di quel volto: è come se ci fosse un dialogo tra il visitatore e la figura del Cristo morto e pronto a risorgere», racconta Zaccone. «Io stesso rimango sempre folgorato davanti quell’immagine». A fare un grandissimo lavoro sono poi i volontari. «Da quando abbiamo cambiato sede, nel ’98, si è reso necessario più personale e si è sempre trattato di volontari. Ci sono novanta persone che si alternano ogni giorno dell’anno e ci permettono di tenere sempre aperto, gente pronta a sacrificarsi gratuitamente per far fronte all’afflusso straordinario dei prossimi mesi. È questa la vera forza della Sindone, alla faccia degli scettici».

Fonte: http://www.tempi.it


Quel lenzuolo nel cuore della città

Sfata il mito antireligioso ed esercita un’attrazione tutta particolare per chi è nato alla sua ombra. La Sindone vista da giornalisti e scrittori torinesi

di Elisabetta Longo
Non è difficile immaginare la lunga  coda di fedeli, per forza di cose agile e ordinata visto il sistema di prenotazioni che a scaglioni di un quarto d’ora regolamenterà l’accesso al Duomo dall’11 aprile al 23 maggio, dalle 7 del mattino alle 19.45. Un’organizzazione rigorosa studiata per non danneggiare la preziosa reliquia, che viene esposta solo periodicamente proprio perché soffrirebbe un’esposizione prolungata alla luce. La straordinarietà dell’evento attirerà a Torino milioni di visitatori, in gran parte fedeli che colgono l’occasione per visitarla in gruppo e compiere un cammino di fede con la propria comunità. È il caso della parrocchia torinese di Santa Giulia, quella di don Primo Soldi, da sempre voce di Radio Maria. «Ho già fatto sei gruppi di fedeli e ho messo a disposizione le sale dell’oratorio per chi ha bisogno di un punto di appoggio. Qualche giorno fa ho fatto la via Crucis con i miei fedeli usando come accompagnamento il testo di monsignor Ghiberti di spiegazione della Sindone. È stato più facile capire il dolore patito da nostro Signore sui sassi del Golgota». Quel “lenzuolo” non rappresenta appena un appiglio per la fede, ma la possibilità di vivere gli ultimi passi del Vangelo di Giovanni, la possibilità di «convertirsi un po’», come dice don Soldi. «Proprio per questo ero stato tra quelli che avevano richiesto la “penitenziaria” alla diocesi, in modo che chi ne sentisse la necessità potesse confessarsi, in tutte le lingue possibili. Non dimentichiamo che arriveranno fedeli da tutto il mondo».
A chi pensa che la città ogni tanto rischi di dimenticarsi dell’eredità che è chiamata a custodire Aldo Cazzullo, editorialista del Corriere della Sera, che a Torino è nato e vissuto finché gli impegni lavorativi non l’hanno portato altrove, risponde senza esitazioni: «Mi ricordo l’ostensione del 1978, allora non c’era la comodità della prenotazione on line e io ero andato con i miei genitori. Quest’anno spero a mia volta di poter accompagnare i miei figli Francesco e Rossana. Una giornata intera in coda, sotto il sole, ma tutti erano raccolti in preghiera e silenzio tanta era l’attesa per vedere la Sacra Reliquia. Penso che Torino sia molto fiera della sua eredità, ormai è qui da tanti secoli che fa parte dell’identità stessa della città. Nel 1978, dopo un decennio di ideologie e lotte, la città aveva bisogno di questo taglio netto, di questa rottura della routine, di fermarsi davanti a qualcosa di fronte a cui non si può fare altro che guardare e chiedersi il perché». È proprio il laico Cazzullo a sfatare il mito di una Torino poco religiosa. «Torino è una città diversa da questo punto di vista, più schiva. Lo mostra anche la topografia della città: noi non abbiamo la piazza del Duomo, quella che vediamo è l’abside, mentre la facciata è apparentemente laterale. C’è una solida tradizione di santi sociali, come don Giovanni Bosco, san Giuseppe Cottolengo e san Giuseppe Cafasso, nati come risposta al protestantesimo, per dimostrare che sono le opere che ti rendono santo, non la predestinazione».
Incuriosita e intimorita al tempo stesso la scrittrice torinese Paola Mastrocola. «Non ho avuto occasione di vederla nelle precedenti ostensioni, mi piacerebbe andare il mese prossimo ma allo stesso tempo ne sono molto intimorita, un po’ anche per via della folla. Il mio desiderio impossibile sarebbe quello di potermi trovare a tu per tu con il volto di Cristo, senza nessuno intorno, anche se so che questo è un privilegio che spetta solo al Papa. Sono andata più volte a Padova, sulla tomba di Sant’Antonio e tutte le volte rimango impressionata dalla folla, dal rischio che c’è sempre in queste occasioni di sfociare nel folcloristico, il rischio di perdere la dimensione sacra. Ecco, diciamo che mi piacerebbe non essere costretta a vedere cartoline o portachiavi della Sindone».
Fonte: http://www.tempi.it

 
 
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